FAQ - Domande e risposte

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[Istruzione, arte e cultura]
Un bambino della scuola dell’infanzia risulta positivo al tampone: tutti i bambini e tutto il personale di riferimento del gruppo saranno messi in quarantena?

L’Azienda Sanitaria deciderà chi verrà sottoposto a quarantena in caso di esito positivo al Covid-19, valutando di volta in volta le caratteristiche del contesto specifico in cui si verifica il caso. Di conseguenza, è necessario seguire le istruzioni dell’Azienda Sanitaria.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Nel caso di un bambino/studente positivo al Covid-19, saranno sottoposti a quarantena anche tutti i genitori, i fratelli e le sorelle (o le persone conviventi) di tutti i bambini del gruppo o della classe?

L’Azienda Sanitaria stabilisce le persone che saranno sottoposte a quarantena in caso di esito positivo al Covid-19, in base alle modalità di contatto fra gli interessati. Di conseguenza, è necessario che scuola e famiglie seguano scrupolosamente le indicazioni stabilite dall’Azienda, che valuterà caso per caso le misure preventive.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Con le precauzioni che le scuole hanno adottato per arginare il diffondersi del coronavirus, la preparazione dei nostri figli avrà delle ripercussioni? Impareranno ugualmente o le loro conoscenze saranno limitate? Riusciranno a finire i programmi previsti?

La scuola in lingua italiana ha cercato di mantenere la stessa offerta formativa ed oraria prevista nel periodo pre-Covid. Certo vi sono stati dei cambiamenti soprattutto nelle modalità didattiche ed organizzative, ma questi non avranno necessariamente un impatto negativo sull’apprendimento: si tratta solo di un modo diverso di fare scuola.

Va inoltre tenuto presente che da tempo anche le scuole dell’Alto Adige lavorano alla propria programmazione d’Istituto, riferendosi agli obiettivi descritti dalle Linee guida provinciali. Questa programmazione di contenuti viene adattata alla realtà scolastica di riferimento, con la descrizione degli argomenti da affrontare, e non è rigida ma plastica, adattabile alle esigenze della scuola stessa e degli studenti; è attenta all’individuazione delle competenze e delle abilità che gli studenti devono sviluppare nei diversi percorsi scolastici, grazie ai contenuti affrontati e alle modalità didattiche adottate. Gli obiettivi di competenza definiti come imprescindibili sono quelli a conclusione del secondo grado, in vista degli Esami di stato, che vengono raggiunti con una accorta progettazione didattica senza eccessive complicazioni.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Le scuole italiane hanno iniziato l’anno scolastico con il cosiddetto scenario verde; le scuole tedesche invece con il giallo. Perché questa differenza?

Innanzitutto, va precisato che le misure di sicurezza per fare fronte al diffondersi del Coronavirus sono le stesse per tutte le scuole, indipendentemente dal fatto che siano di lingua tedesca o italiana. L’obiettivo primario di tutte le istituzioni scolastiche è infatti di garantire agli studenti il diritto all’istruzione in un ambiente sano e sicuro per tutti i presenti negli istituti.

La scelta della scuola italiana è dipesa da diversi fattori, come ad esempio la possibilità di scaglionare l’orario di ingresso o di differenziare le vie di ingresso e di uscita degli studenti. La didattica in presenza rappresenta oggi la modalità adottata genericamente dalle scuole italiane, che solo in alcuni casi, limitati alle scuole superiori e, per attività di recupero e potenziamento, ad alcune scuole del primo ciclo, per poche ore di lezione settimanale, prevedono lezioni a distanza.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Perché l'insegnamento per gli alunni della scuola superiore che devono stare a casa non è semplicemente in streaming?

Nella scuola in lingua italiana non sono previste lezioni a distanza, se non in alcuni casi nelle scuole superiori e, per attività di recupero e potenziamento, in alcune scuole del primo ciclo, limitate a poche ore settimanali. In generale però si può affermare che “didattica a distanza” non significa semplicemente fare da remoto le stesse lezioni che si terrebbero in presenza. In realtà la didattica a distanza è composta da diversi momenti: il momento in cui tutta la classe (o una parte di essa) è collegata con l’insegnante per affrontare degli argomenti, ma anche quello in cui agli studenti vengono forniti spunti, materiali e indicazioni per approfondire delle tematiche e prepararsi autonomamente. Ci sono momenti di correzione del lavoro svolto e momenti in cui gli stessi studenti spiegano ciò che hanno appreso. Per realizzare al meglio questo tipo di approccio, è l’impianto didattico del docente che va cambiato e parallelamente allo studente viene richiesto un ruolo molto più attivo e partecipativo.

Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Gli alunni che soggiornano in convitti possono rimanere al convitto anche se non hanno lezioni in presenza?

Nelle prime due settimane dopo l'inizio della scuola, i genitori decidono se gli alunni vivranno sempre in convitto durante l'anno scolastico (anche nel caso della formazione a distanza) o se saranno presenti in convitto solo parzialmente, ad esempio nel caso di lezioni in presenza e a distanza alternate (cioè saranno a casa durante la formazione a distanza). I genitori informeranno il convitto di questa decisione vincolante entro il 18 settembre 2020.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Dovrò pagare il prezzo pieno per il convitto se non mi trovo permanentemente lì?

Gli studenti che vivono in convitto anche durante la formazione a distanza pagano il previsto contributo alle spese della struttura ospitante. Gli studenti che non sono sempre presenti in convitto o che rimangono in parte a casa a causa del modello di insegnamento alternato ricevono una riduzione massima del 30% del contributo per l’alloggio in convitto.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Quali norme di sicurezza si applicano nella scuola di musica?

Nella scuola di musica in lingua italiana, viene sempre applicata la distanza frontale di 3 metri tra allievo ed insegnante (non solo quando si canta). Inoltre, tra un allievo e l’altro dev’essere mantenuta in classe una distanza laterale di 1,5 metri. È obbligatorio indossare la mascherina protettiva per la bocca e il naso:

a) Nelle aree comuni (ingresso, scala, corridoio, corridoio, toilette, sala relax, ecc.) e in tutti i casi in cui non è possibile garantire una distanza di sicurezza stabile di 1 metro;

b) Se la distanza di 3 metri non può essere garantita durante le lezioni.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
È possibile cantare durante le lezioni scolastiche?

Sì, cantare in classe è ancora possibile, rispettando le previste distanze di sicurezza.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020

[Istruzione, arte e cultura]
Cosa succede se uno studente mostra sintomi che potrebbero essere collegati al Covid-19?

Nel caso in cui un insegnante ritenga che un alunno abbia sintomi riconducibili al virus SARS-CoV2, viene attivato il corrispondente protocollo. I genitori saranno immediatamente contattati e sarà chiesto loro di andare a scuola a prendere il figlio. Fino al loro arrivo il bambino/studente rimarrà in una apposita stanza insieme ad un collaboratore della scuola. Una volta a casa, è responsabilità dei genitori informare il pediatra o il medico di famiglia, che valuterà il caso e deciderà come procedere.

Il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia del 28/08/2020, riporta i “sintomi più comuni di COVID-19 nei bambini: febbre, tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali (nausea/vomito, diarrea), faringodinia, dispnea, mialgie, rinorrea/congestione nasale”. I sintomi più comuni nella popolazione in generale sono: “febbre, brividi, tosse, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), rinorrea/congestione nasale, faringodinia, diarrea (ECDC, 31 luglio 2020)”.

Fonte: Direzione Istruzione e Formazione italiana – Data 21.09.2020